giovedì 29 maggio 2008

Viaggiare e non partire (Andrea Bocconi)

Viaggiare e non partire. Di Andrea Bocconi, ed. Guanda 2002Si può viaggiare in tanti modi: c'è chi viaggia sempre e non parte mai; c'è chi parte e va lontano senza bisogno di viaggiare; c'è chi parte e viaggia e c'è chi non parte e non viaggia. "Viaggiare e non partire" è dedicato a tutti coloro che viaggiano, fisicamente o solo con la fantasia. Un libro in cui si trovano consigli, riflessioni, massime, esperienze dei viaggi più disparati. Ma anche una bibliografia - poco ragionata, tutta di cuore del viaggio. E, inoltre, interviste ad antropologi, esploratori, mitici viaggiatori come Fosco Maraini. E infine, un manuale sul dove, come, con chi viaggiare (o non viaggiare). Andrea Bocconi non ci conduce solo nel mondo del viaggio: ci trasmette una passione vera e profonda, lui che si definisce "un viaggiatore per niente pentito". [vedi la scheda completa del libro]
 
 

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martedì 1 aprile 2008

Il mondo a piedi. Elogio della marcia (David Le Breton)

Il mondo a piedi. Elogio della marcia. Di David Le Breton, ed. Feltrinelli Traveller 2003Il libro è una breve dissertazione sul senso del camminare oggigiorno: la proposta di riscoprire un modo di viaggiare lontano dai ritmi odierni, dalle tecnologie, alla scoperta di un'interpretazione inedita e sorprendente del mondo. Godimento del tempo e dei luoghi, il camminare è uno scarto rispetto alla modernità. Viaggiare a piedi è un gesto trasgressivo, una potente affermazione di libertà. E' un avanzare in modo trasversale nel ritmo frenetico della vita moderna. 'Il mondo a piedi' propone un modo nuovo di viaggiare, mette in relazione il punto di vista dei personaggi storici quali Stevenson, Sansot e Basho, ponendoli attorno a un tavolo immaginario a scambiarsi opinioni sul senso del percorrere il mondo e la vita a piedi. Una dissertazione che induce a considerare con curiosità un aspetto ormai insolito del viaggio. Secondo l'autore, "Camminare consente di percepire la realtà con tutti i sensi, di farne pienamente esperienza lasciando all’uomo l’iniziativa. Non privilegia unicamente lo sguardo, a differenza del treno o dell’auto, che istituiscono la distanza dal mondo e la passività del corpo". [vedi la scheda completa del libro]
 
 

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