
Chi diavolo è, e cosa ci fa, in inverno, nelle
isole Aran, a ovest dell’
Irlanda, battute dal vento, ombrose, pressoché deserte? È Nicolas Bouvier: occhi e orecchi sintonizzati allo spirito del luogo; guarda, ascolta. I suoi ospiti accolgono sontuosamente, come si faceva una volta, il viaggiatore, senza disprezzo, non aspettandosi nulla da lui se non dei racconti, il dono più prezioso che si possa fare a chi vive in un’isola. Questi sono discendenti da monaci vignaioli e seminatori di abbazie,
navigatori in vasche di pietra, ricolmi di fede e di santità, che dissodarono mezza
Europa. Un piccolo libro ricco della straordinaria magia,dell’entusiamo e degli accostamenti inusitati, di cui Bouvier è maestro. Come sempre, la scrittura di Bouvier passa dal racconto delle piccole cose, osservate con sguardo da poeta-filosofo, a sintesi di fatti storici e attuali annodati sul filo dei sensi, della memoria, della visione. "Il
fiume si arrotola e serpeggia a fior di prati coperti di bianco gelo. Essa è fiancheggiata da salici e montoni accovacciati che rendono il suo percorso imprevedibile come deve essere: un meandro è quanto di meglio un fiume possa fare, ciò che si attende è altrove..."
Nicolas Bouvier,
svizzero di lingua francese, uno dei grandi scrittori-
viaggiatori nella tradizione di Michaux, Ségalen e Chatwin, tradotto in tutto il mondo, viaggiatore per vocazione, iconografo di professione, scrittore per la forza della vita, è nato nel 1929 a Ginevra, dove è morto nel 1998.[
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