domenica 12 ottobre 2008

Giornale di bordo del primo viaggio e della scoperta delle Indie (Cristoforo Colombo)

Giornale di bordo del primo viaggio e della scoperta delle Indie. Di Cristoforo Colombo, ed. BUR 1992Il primo capitano nella storia della navigazione a tenere un "Giornale di bordo" fu Cristoforo Colombo, nel suo memorabile "viaggio verso Occidente" alle Indie del 1492-93, che segnò la scoperta di un nuovo continente e l'apertura di nuove rotte espansionistiche per un'Europa che usciva allora dal Medioevo. Scritto per i sovrani di Spagna suoi finanziatori, il "Giornale" pervenutoci - copia e rimaneggiamento dell'originale perdute - conserva tutto il fascino e la genuinità della prima testimonianza di un evento di eccezione. Al tempo stesso puntuale ricognizione nautica e geografica, e descrizione ora utilitaristica ora incantata delle terre scoperte, il "Giornale" ci svela anche altre cose: il tentativo di adeguare una realtà nuova e sconosciuta a uno schema di conoscenze relative all'Asia; e, non da ultimo, i sentimenti contrastanti (curiosità, dispregio, paternalismo schiavista e sincera ammirazione) dell'uomo europeo al suo primo incontro con l'uomo americano. La presente traduzione è stata condotta da Anna Bognolo sul testo del "Libro de la primera navegacion y descubrimiento de las Indias", nell'edizione critica curata da Francesca Lardicci. [vedi la scheda completa del libro]
 
 

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martedì 29 maggio 2007

Portoghesi sulla via delle Indie (a cura di Giulia Lanciani)

Portoghesi sulla via delle Indie. A cura di Giulia Lanciani, ed. Liguori 2002Un contributo essenziale alla costituzione di una letteratura di viaggi è dato dalle avvincenti relazioni di naufragio di navi portoghesi che tra Cinque e Seicento salpavano da porti indiani stivate di carichi preziosi - spezie, gemme, splendidi panni di Cambaia - e che in vista del Capo di Buona Speranza venivano colte da furiose tempeste di cielo e di mare e finivano con lo schiantarsi contro le coste africane. La peregrinazione degli scampati in una terra ostile, abitata da 'barbare genti', è una lunga via crucis, ritmata ossessivamente da fame, sete, freddo notturno, calore diurno, agguati di fiere e di indigeni, stremante attraversamento di fiumi, valli, pantani, foreste. Drasticamente selezionati, in modo più o meno naturale, ben pochi sono coloro che giungono a salvazione. Sulla base delle loro testimonianze vengono redatti, in una prosa fiorita ed efficace, i resoconti delle sciagure patite dai vascelli portoghesi sulla nuova rotta per le Indie: testi affascinanti, che costituiscono la prima espressione di una letteratura tipicamente marinara. Con testo portoghese a fronte. [vedi la scheda completa del libro]
 
 

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