mercoledì 12 novembre 2008

La strada sbagliata. Da Londra a Sidney per la via più lunga (Peter Moore)

La strada sbagliata. Da Londra a Sidney per la via più lunga. Di Peter Moore, ed. Feltrinelli Traveller 2002L'autore, appassionato nostalgico della libertà degli hippy e amante dei viaggi - ma anche a corto di denaro - decide di compiere un'impresa davvero avventurosa: tornare da Londra nella natia Sydney viaggiando attraverso l'Europa (Repubblica Ceca, Ungheria, Croazia, Bosnia, Albania, Macedonia, Bulgaria) e dalla Turchia verso il Medio Oriente e l'Asia tutta (Iran, Pakistan, Afghanistan, India, Nepal, Tibet, Cina, Laos, Tailandia, Malesia, Singapore, Indonesia) fino in Australia, con un budget piuttosto limitato e senza mai "prendere il volo". Romanzo on the road con immancabile sottofondo musicale, "La strada sbagliata" offre al lettore uno sguardo curioso su mondi e realtà molto diversi fra loro, regalando pagine di evasione e di libertà.

Dice l'autore: "Che si sia trattato di sabotare il compito di una compagna di scuola rivale o di spendere i risparmi comuni per dei biglietti in prima fila a un concerto di Bruce Springsteen, la gente si è sempre sforzata di capire perché faccio certe cose. Penso quindi che non avrei dovuto sorprendermi, nel lontano, 1994, quando nessuno riuscì a immaginare il motivo per cui decisi di compiere il viaggio da Londra a Sydney senza prendere aerei. L'astrologo del 'Daily Telegraph' sostiene che è perché ho la luna in Acquario, il segno della caparbietà."

Peter Moore è un giornalista australiano autore anche di libri di viaggio, definito dal 'Sydney Morning Herald' "il Jim Carrey della narrativa di viaggio australiana". Ha scritto tra gli altri 'No Shitting in the Toilet', 'The Full Montezuma' e "Swahili for the Broken Hearted", cronaca di un viaggio africano. [vedi la scheda completa del libro]
 
 

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sabato 1 marzo 2008

Sulle ali del leone. A vela da Venezia a Corfù navigando lungo le rotte della Serenissima (Maurizio Crema)

Sulle ali del leone. A vela da Venezia a Corfù navigando lungo le rotte della Serenissima. Di Maurizio Crema, ed. Ediciclo 2007Da Venezia a Corfù in barca a vela, spinti dal vento, su una barca in legno d'antan, per rintracciare le orme della Serenissima. Un viaggio che riunisce avventura e storia, passione e poesia. Partire per tornare, viaggiare sull'onda di un respiro più antico, arrivare ai confini di un sogno, quello di Venezia e del suo mondo, e scoprirne mille altri. E sapere di sale e solitudine, incrociare le energie di tanti. Navigare nel tempo e nella realtà per ricordare, capire, riannodare. E far ritornare l'antico Golfo di Venezia, l'Adriatico, un ponte tra genti e culture dopo che per un secolo, l'ultimo, è stato un muro. A bordo di una barca a vela un po' scassata ma tenace, un gruppo di avventurieri e un giornalista, inseguono le orme della Serenissima lungo una rotta antica, percorsa un tempo dalle galee, da Venezia a Corfù passando per Croazia, Montenegro e Albania. Cercano la storia, ma soprattutto loro stessi, antenne e testimoni, viaggiatori e curiosi. In balia del vento e della vita che scorre. [vedi la scheda completa del libro]
 
 

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martedì 19 giugno 2007

Istria dei miracoli. Viaggi in una terra di mezzo (Stefano Tomassini)

Istria dei miracoli. Viaggi in una terra di mezzo. Di Stefano Tomassini, ed. Il Saggiatore 2005Davvero "terra di mezzo" è l'Istria, divisa tra le asprezze del rilievo carsico e la dolcezza della costa e delle verdi isole, tra l'idioma slavo e quello italiano, tra la cultura mitteleuropea e la mediterranea, tra l'Austria e la Serenissima, tra le tante civiltà che vi hanno lasciato splendide testimonianze d'arte e il dramma di una storia tormentata. E certo anche terra dei miracoli, della convivenza di anfiteatri romani, leoni di san Marco e aquile austroungariche, del quotidiano incontro di più identità, del ritrovarsi e scoprirsi diversi eppure uguali a se stessi, con un'altra nazionalità, un altro passaporto, ma sempre istriani. E' dalla volontà di capire e conoscere questa realtà che nasce il racconto di Stefano Tomassini, che visita i luoghi, incontra i protagonisti delle due paradossali condizioni di minoranza nate alla fine del secondo conflitto mondiale - gli italiani in Istria e gli istriani in Italia -, parla con chi è rimasto nei paesi da cui "è emigrata l'Italia" e con chi se ne è andato, ha scelto l'esodo ma resta legato alla sua terra. E compie un percorso nella memoria, individuale e collettiva, fatta rivivere nella sua interezza attraverso i diari dei pellegrini medievali e dei giovin signori settecenteschi, i giornali del secondo Novecento, i resoconti dei commentatori contemporanei, e soprattutto le parole di chi, oggi, vuole ricostruire un presente di speranza. Sono viaggi da turista o da inviato, compiuti tra le coste dell'Istria o tra i volumi di una biblioteca, nei quali comunque è sempre vivo un atteggiamento di profondo rispetto e discrezione nei confronti del sentire degli istriani, che noi "stranieri" non potremo mai conoscere appieno. [vedi la scheda completa del libro]
 
 

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