
Un antico proverbio cinese dice: "Possiamo sempre ingannare uno straniero". Paul Theroux ha accettato la sfida e ha attraversato, in un anno,
treno dopo treno, l'immenso pachiderma asiatico, accompagnato per quasi tutto il viaggio da un burocrate per nulla spiritoso. Theroux ha alloggiato in alberghi scadenti e mangiato cibi repellenti e ha visto cose terribili; e, paradosso finale, ha finito il suo viaggio in
Tibet: un posto in cui tutti odiano
la Cina e i cinesi. Nel corso del suo anno sui binari lo scrittore americano ha incontrato nuovi ricchi e vecchi poveri, ha dialogato con l'elegante e impossibile casta di eletti. Ha sperimentato il disagio estremo di una marcia senza ritmo, esposto ai capricci del tempo e alle inefficienze dell'uomo. [
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Etichette: '900, Asia, Cina, Tibet, treni
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